(Charge France indique que le pays a été le plus dynamique d’Europe en 2024 en matière d’infrastructures de recharge, avec un taux de croissance de 115% ; Source de l’image : Okemppainen/Dreamstime)
Con l’accelerazione dell’elettrificazione delle flotte aziendali, il fabbisogno di ricarica non si limita più ai parcheggi aziendali. Come installare colonnine in modo conforme ed efficace sul luogo di lavoro? E come estendere tale dispositivo, in piena sicurezza e semplicità, al domicilio dei dipendenti gestendo al contempo gli aspetti giuridici e operativi? Queste domande sono ormai al centro di ogni strategia aziendale di transizione energetica globale.
Il presente articolo si basa sul quadro giuridico e sulle pratiche concrete in Francia per analizzare i punti chiave legati all’installazione di infrastrutture di ricarica in questi due ambienti e propone spunti operativi adeguati.
I. Installazione nel parcheggio aziendale
(Image : INJET Swift 2.0 pour la recharge en milieu professionnel)
1. Parcheggio di proprietà dell’azienda
Se l’azienda è proprietaria dei propri posti auto, può avviare liberamente un progetto di installazione di colonnine di ricarica, a meno che tali posti si trovino in un condominio.
In tal caso, possono presentarsi due situazioni:
a.) Progetto collettivo di installazione: il consiglio di condominio può decidere un’installazione comune, soggetta all’approvazione dell’assemblea generale e finanziata da tutti i condomini o da terzi (ai sensi degli articoli L.353-12 e L.353-13 del Code de l’énergie).
b.) Assenza di progetto collettivo: l’azienda può notificare per iscritto l’amministratore di condominio e procedere all’installazione, a proprie spese, sul proprio posto privato ai sensi dell’articolo L.113-16 del Code de la construction et de l’habitation.
Va notato che, se il progetto comporta un elevato numero di colonnine o una modifica della rete elettrica dell’edificio, deve essere approvato a maggioranza assoluta dell’assemblea generale (articolo 25.j della legge n° 65-557 del 10 luglio 1965).
2. Caso di un’azienda conduttrice
Se l’azienda è conduttrice e desidera installare una colonnina su un posto affittato, deve ottenere il previo consenso del proprietario.
Quando l’immobile è soggetto al regime condominiale, la possibilità per un conduttore professionale di invocare il diritto alla presa (articolo L.113-16 del CCH) dipenderà dal contratto di locazione e dalla posizione del locatore.
3. Il diritto alla presa per le aziende
In Francia, il diritto alla presa—inizialmente riservato agli immobili residenziali—si estende progressivamente ai locali professionali e ai parcheggi aziendali. Pertanto, anche una società non proprietaria può chiedere di installare una colonnina sul proprio posto auto dedicato.
Ai sensi dell’articolo L.111-1 del Code de la construction et de l’habitation, un « bâtiment » designa qualsiasi immobile destinato ad accogliere attività professionali o altro.
Pertanto, un conduttore di un immobile in condominio può invocare gli articoli L.113-16 e seguenti del CCH per installare una colonnina su un posto privato e sicuro.
Questo quadro giuridico comporta:
a.) che un conduttore o utilizzatore in possesso di un posto chiuso e riservato può richiedere l’installazione;
b.) che i costi di installazione sono generalmente a carico del conduttore;
c.) che qualsiasi modifica della rete elettrica dell’edificio deve essere approvata dall’assemblea generale a maggioranza secondo la legge del 10 luglio 1965 (articolo 25.j).
Questo diritto d’iniziativa offre alle aziende una reale flessibilità, ma resta soggetto a obblighi di sicurezza e conformità.
Raccomandazioni:
a.) Concludere un accordo scritto con il proprietario o l’amministratore prima dell’avvio dei lavori, specificando responsabilità e ripartizione dei costi (riferimento: articolo 606 del Code civil sulle grandi riparazioni).
b.) Inserire nel contratto di locazione le clausole relative all’installazione e all’uso elettrico al fine di garantire la perennità del diritto di installazione e di esercizio.
II. Installazione di una colonnina di ricarica presso il domicilio dei dipendenti
(Image : INJET Swift 2.0 pour la recharge à domicile)
Con la diffusione dei veicoli aziendali elettrificati, un numero crescente di società offre ai propri dipendenti o beneficiari di veicoli di servizio una soluzione di ricarica domiciliare.
Questo modello migliora nettamente la comodità e l’efficienza della ricarica, ma solleva questioni sulla proprietà delle attrezzature, le autorizzazioni legali e la gestione del materiale.
1. Proprietà della colonnina
Si osservano due modelli principali:
a.) Installazione guidata dall’azienda: la società acquista o noleggia la colonnina e la fa installare direttamente presso il dipendente.
b.) Installazione su iniziativa del dipendente: il dipendente acquista e installa personalmente la colonnina, con rimborso parziale o totale da parte dell’azienda.
La differenza essenziale risiede nella proprietà dell’attrezzatura.
Se la colonnina appartiene all’azienda, la partenza di un dipendente comporta vincoli: rimozione del materiale, gestione degli account utente, recupero della scheda SIM e altri aspetti operativi.
Per superare queste difficoltà, il mercato propone ormai soluzioni modulari, con colonnine a unità rimovibile e scheda SIM esterna, che facilitano il trasferimento e la manutenzione.
Per maggiori dettagli, consulti la presentazione del modello INJET Swift 2.0 series AC Charger.
2. Autorizzazioni e procedure legali
Qualsiasi sia la modalità scelta, l’installazione di una colonnina presso un dipendente in Francia richiede un’autorizzazione preventiva:
a.) Per una casa singola, il dipendente deve ottenere il consenso scritto del proprietario.
b.) Per un alloggio in condominio, senza infrastruttura collettiva di ricarica, il dipendente può invocare il proprio diritto alla presa.
Tale diritto è definito dagli articoli L.113-16 e seguenti nonché R.113-6 del Code de la construction et de l’habitation.
La richiesta deve essere inviata con raccomandata con ricevuta di ritorno al proprietario o all’amministratore e deve comprendere:
a.) la posizione prevista e la descrizione tecnica dei lavori;
b.) lo schema di collegamento elettrico;
c.) la durata stimata del cantiere e i recapiti del prestatore.
L’amministratore dispone di tre mesi per opporsi, con giustificazione valida (sicurezza, lavori collettivi pianificati, ecc.). In assenza di risposta entro tale termine, il dipendente può avviare i lavori.
Se è già prevista un’installazione collettiva, i lavori devono essere coordinati e oggetto di una convenzione formale.
III. Scegliere il metodo di installazione e di approvvigionamento giusti
(Source de l’image: Electric Era)
Una volta deciso di dotare i luoghi di lavoro o i domicili dei dipendenti, la questione diventa: con chi collaborare e come acquisire le attrezzature?
Esistono diversi modelli, ciascuno con i propri vantaggi in termini di costo, servizio e scalabilità.
1. Rivolgersi a un installatore certificato
Gli installatori qualificati offrono una prestazione completa: fornitura, installazione e messa in servizio.
È un’opzione adatta a progetti di media entità.
Si distingue per semplicità e rapidità, ma presenta dei limiti:
a.) Scelta di attrezzature limitata;
b.) Livello di competenza variabile;
c.) Dipendenza dal produttore o distributore per la manutenzione software.
2. Rivolgersi a un distributore di attrezzature elettriche
I distributori propongono un’ampia scelta di marche e condizioni vantaggiose per gli acquisti in volume.
Non si occupano tuttavia dell’installazione: è necessario rivolgersi a un elettricista qualificato.
Questo approccio si adatta alle aziende dotate di un team tecnico interno o che desiderano mantenere il controllo del progetto.
3. Collaborare con un operatore di ricarica (CPO)
I CPO (Charge Point Operators) propongono soluzioni chiavi in mano: hardware, piattaforma di gestione e manutenzione.
Questo modello riduce l’onere di gestione interna e ottimizza il controllo energetico.
È particolarmente adatto alle grandi aziende che desiderano esternalizzare la ricarica nell’ambito di una strategia energetica globale.
Tuttavia, questo modello non è ideale per tutti:
a.) Le aziende che cercano il controllo dei costi e la libertà di scelta possono trovare le offerte CPO più onerose e meno flessibili.
b.) Le strutture dotate di team IT interni possono duplicare alcune funzionalità già esistenti.
4. Lavorare direttamente con un produttore di colonnine
La collaborazione diretta con un produttore permette di eliminare gli intermediari, ottenere un prezzo migliore e una coerenza su tutto il ciclo di vita del prodotto. Tuttavia, non tutti i produttori dispongono di un’organizzazione adatta alle esigenze delle flotte aziendali francesi.
INJET, produttore solidamente presente sul mercato europeo, si distingue per il proprio approccio centrato sulle aziende:
a.) Allineamento strategico: INJET pone la transizione energetica delle flotte al centro della propria strategia e mobilita le proprie risorse—concepimento prodotto, supporto tecnico e assistenza—attorno a tale obiettivo.
b.) Rete di installatori certificati: una presenza capillare a livello nazionale garantisce una qualità d’esecuzione omogenea e costi controllati grazie a una formazione standardizzata e a protocolli di controllo uniformi.
c.) Soluzione integrata end-to-end: dalla pianificazione alla manutenzione, INJET assicura la coerenza tra l’infrastruttura di ricarica e il sistema di gestione energetica dell’azienda.
In conclusione, INJET si impegna ad accompagnare le aziende di fronte alle complesse sfide della transizione elettrica, proponendo soluzioni di ricarica concepite attorno ai reali bisogni dei professionisti.
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